ATTACCO ALL’IRAN. IL VERO MOTIVO DIETRO L’ATTACCO DI ISRAELE
Le nostre previsioni relativamente alla guerra mondiale in corso fra l’impero anglosassone ( e relativi vassalli) e l’asse sinorusso non si potevano rivelare piu’ azzeccate. Il conflitto per il potere mondiale si sta intensificando a livelli molto pericolosi per il mondo intero. E non c’e’ modo perche’ tale situazione possa calmarsi. Dal momento che la guerra in Europa orientale ha preso una piega molto brutta per Washington e Londra e non sembra vi sia alcuna possibilita’ di evitare una debacle geostrategica che condanna ( per i motivi piu’ volte palesati su questo blog) alla rovina l’egemonia dell’occidente sul mondo. Rimpinguare di continuo- in soldi, uomini e mezzi- l’esercito ucraino si sta rivelando una spesa folle e per di piu’ senza risultati concreti. Dal momento che l’esercito russo, macina, letteralmente, tutto cio’ che gli viene messo contro ed avanza, lentamente ma inesorabilmente, verso i propri obbiettivi strategici. Proprio la dinamica della guerra nell’Europa orientale ha spinto l’occidente a provare a rifarsi nell’altro scacchiere geopolitico che e’ di vitale importanza per gli equilibri del potere mondiale. Quello mediorientale. Con un attacco a sorpresa e senza preavvisi Israele ha condotto una serie di raid aerei contro l’Iran ( con l’obbiettivo ufficiale di smantellare gli impianti atomici del paese persiano) affiancati da attacchi terroristici in territorio iraniano condotti da elementi infiltrarti nel paese dai servizi segreti occidentali. Tutto cio’ aveva come fine l’eliminazione dei leader religiosi e militari del paese mediorientale e favorire un colpo di stato che portasse al potere un governo filoccidentale. Sfilando, di fatto, Teheran dall’orbita di Mosca e Pechino. Replicando, sostanzialmente quanto avvenuto in Siria con Assad. L’audace mossa dell’occidente si e’ pero’ scontrata non solo con un’inaspettata reazione militare iraniana che ha rivelato la potenza della macchina da guerra persiana ma anche con l’amaro constatazione che nessuna protesta significativa si e’ verificata in tutto l’Iran. Gli agenti stranieri che operavano a tale scopo sono stati scoperti ed arrestati. Tutto cio’ pone ora l’occidente di fronte ad amare considerazioni. Anche perche’ un’Israele ferita e mezza distrutta dalla rappresaglia chiama a gran voce Washington affinche’ gli venga in soccorso. Mentre aerei russi e cinesi riforniscono ogni giorno Teheran di attrezzature militari di ogni tipo. Ma cerchiamo di capire il vero significato della mossa geostrategica occidentale e la posta in gioco in medio oriente.
ATTACCO ALL’IRAN. LO STATO DELL’ARTE DELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE
L’intervento israeliano ha in realta’ poco a che fare con il programma nucleare iraniano. La sua vera causa va ricercata nella debacle geostrategica di Washington e Londra in Ucraina. Contrariamente ad ogni previsione (occidentale) l’esercito russo non e’ stato sconfitto da quello ucraino ( che in verita’ e’ a tutti gli effetti un’esercito dell’alleanza atlantica, tanto in mezzi quanto in uomini). Anzi. E non c’e’ modo di fermare la lenta avanzata delle truppe di Mosca nelle pianure dell’Europa orientale. Inoltre l’economia russa e’ viva e vegeta. Neanche scalfita dalle “mortali” sanzioni occidentali. Tutto cio’ rende evidente che il conflitto proseguira’ ancora a lungo. Con i suoi costi enormi e senza possibilita’ di ottenere un successo geostrategico od il collasso dell’economia russa (anche in considerazione del sostegno economico di Pechino). Quindi il copione afghano della guerra in Ucraina si sta rivelando un disastro senza precedenti. La Russia puo’ resistere ancora a lungo e puo’ vincere la guerra dal momento che ha una netta superiorita’ militare sull’occidente. Da qui i sentimenti di frustrazione che pervadono le leadership politiche di Washington e Londra. Che non vogliono in nessun modo accettare la sconfitta e cercano ora di rilanciare in medio oriente. E’ innegabile che se l’Iran entrasse nell’orbita occidentale le ripercussioni economiche e geopolitiche sarebbero molto serie per Cina e Russia. Non solo per la dipendenza di Pechino dal petrolio iraniano ( che sarebbe controllato dai suoi rivali geopolitici) ma anche per gli interessi geopolitici e geostrategici russi nella regione. Se Teheran entrasse nell’orbita di influenza occidentale Mosca avrebbe perso, letteralmente, il medio oriente. Ovvero uno degli obbiettivi cruciali della sua politica estera ( quella dell’espansione verso i mari caldi, mediterraneo ed oceano indiano in primis, e’ da secoli una priorita’ della politica estera di Mosca). Senza considerare tutte le risorse di quest’ultimo. Che sarebbero in mano nemica. Da cio’ si evince quanto importante sia, al pari di quella ucraina, la partita mediorientale. E del perche’ Teheran sia stata rifornita del fior fiore della tecnologia missilistica russa. Un’amara sorpresa per Tel Aviv e per l’intero occidente. Che appaiono impotenti di fronte alla superiorita’ tecnologica di Mosca. E che vede frustrati i propri tentativi di imporre una vittoria geostrategica a Mosca e Pechino in un contesto geografico chiave della geopolitica e della geoeconomia mondiale. E sinceramente non crediamo che un intervento USA possa cambiare la dinamica degli eventi. Perche’ a Tel Aviv gli USA hanno dato il meglio, militarmente parlando, di cio’ potevano dare e risulterebbe estremamente difficile per Washington rovesciare i Pasdaran con una campagna di bombardamenti aerei che poi, alla luce di quanto gia’ constatato sui cieli dello Yemen ( dove diversi aerei militari americani sono stati abbattuti dai missili russi in dotazione agli Houti) appare anche molto pericolosa. Neanche consideriamo poi l’ipotesi di invasione via terra (paventata dalla leadership politica USA) in quanto di fatto, a nostra avviso, non realizzabile. Un’operazione come quella tentata da Israele in Iran avrebbe prodotto effetti se almeno una parte della popolazione persiana fosse insorta contro il vertice politico del Paese. Ma questo non si e’ verificato. Anche con l’aiuto di sabotatori e sobillatori appositamente infiltrati a questo scopo. E’ inutile a questo punto continuare con una campagna militare che potrebbe portare al collasso economico ed alla distruzione materiale del piccolo stato ebraico. Scenario che comporterebbe pero’ una deblacle geostrategica molto gravosa per Washington e Londra. Che si troveranno presto a dover accettare anche la sconfitta militare nell’Europa orientale. Per questo non riteniamo improbabile che l’occidente si infili, nel disperato tentativo di mantenere la sua egemonia, dentro un’altra trappola mortale che gli risultera’ fatale. Trappola non solo militare ma anche e ,soprattutto, economica. Un simile sforzo bellico implicherebbe una nuova esplosione del debito pubblico e lo scoppio di una crisi dello stesso che, riteniamo, sara’ a quel punto inevitabile. Dal momento che il percorso intrapreso non lascerebbe dubbi sulla dinamica inflattiva e sulle conseguenze economiche che provocherebbe. La chiusura dello stretto di Hormuz farebbe il resto. Gettando il mondo in una crisi energetica senza precedenti. Non resta che attendere gli eventi per comprendere fino a che punto puo’ spingersi la dinamica bellica innescata dall’attacco israeliano.