Che cos’e’ l’analisi storica. Ovvero, l’importanza dell’analisi storica

CHE COS’E’ L’ANALISI STORICA: L’IMPORTANZA DELLA CONOSCENZA DEL PASSATO PER COMPRENDERE IL PRESENTE

E’ noto che la storiografia, intesa come disciplina volta  ad analizzare i fatti e gli eventi del passato, piu’ o meno remoto, e’ nata in Grecia nel corso del V secolo a.c.. Fu infatti con Erodoto che inizio’ l’analisi storica vera e propria basata su un’analisi profonda dell’ “accaduto storico” che riguardava la  genesi, le  cause (ed  i motivi) dello stesso nonche’ i suoi effetti e le sue conseguenze. L’approccio storiografico di Erodoto mostro’ anche grande interesse per l’analisi comparativa che poneva l’evento analizzato in relazione ad altri eventi storici per analizzare eventuali analogie o diversita’ che potevano esserci fra gli stessi. Lungi dall’essere “una monade temporale” l’accaduto storico appariva, nella concezione storiografica di Erodoto, come un qualcosa di pienamente inserito nella dinamica della storia umana e relazionato ad ogni altra esperienza umana coeva o antecedente. Tutto cio’ all’interno di una concezione divina dell’esperienza umana in cui i fatti storici si inseriscono in un “disegno metafisico” il cui fine rimane comunque in gran parte sconosciuto “allo sguardo attento” dell’analista storico. Prima di Erodoto non esisteva analisi storica propriamente detta. Prima di lui non vi fu altro che banale enumerazione di eventi, posti in successione cronologica e non relazionati fra loro da rapporti di causa ed effetto. Prima di Erodoto non vi sono che logografi. Ovvero degli “storici” il cui unico compito era quello di proporre gli eventi storici in successione cronologica ma senza analizzarli in profondita’. Senza comprendere le cause e le conseguenze degli stessi. In sintesi senza una reale problematizzazione dell’ accaduto storico. L’analisi storica ha infatti l’arduo compito di scavare in profondita’ nell’esperienza umana al fine di cogliere il senso profondo di eventi dal forte impatto sulle circostanze politiche ( e geopolitiche), economiche e sociali di specifici “contesti storici”. L’analisi storica e’ altresi’ molto importante per comprendere il presente. E quasi essenziale per capire quali saranno le dinamiche future di determinate circostanze politiche, geopolitiche, economiche e sociali. Infatti tale disciplina ci insegna che tutto si ripropone nel tempo. Con modalita’ diverse a causa delle specificita’ temporali del momento. Ma sempre in modo molto similare a quanto gia’ accaduto in passato. Per questo un’esatta comprensione del passato risulta essenziale per capire le dinamiche contemporanee e prevedere quelle future. L’analisi storica e’ quindi lo strumento piu’ prezioso di cui dovrebbe fruire qualsiasi analista di rispetto. Che spesso, pero’, non sa coglierne le potenzialita’ o, piu’ spesso, ne deride le reali capacita’  didascaliche. “Stavolta e’ diverso” , ci sentiamo spesso dire. Soprattutto quando la storia  da un responso differente da quello voluto. Lo dimostrano le analisi politiche e geopolitiche dell’eta’ contemporanea. Spesso talmente banali ed elementari da lasciar sbalordito qualsiasi storico degno di questo nome. E spesso cosi controproducenti da far dubitare della sanita’ mentale di coloro che le “hanno elaborate”. Quanti disastri si potrebbero ( e si sarebbero potuti) evitare se all’azione politica e geopolitica fosse stata associata un’accurata analisi storica delle circostanze ? Probabilmente tutti o quasi. Ma quest’ultima viene presa in considerazione solo quando il suo responso e’ pienamente aderente ai desiderata dell’establishment. Mentre e’ ignorata, e perfino derisa, quando il suo responso non collima con questi ultimi. Il che ,ovviamente, fa ricadere  la classe politica in errori storici clamorosi ( e del tutto evitabili).  

ANALISI STORICA E POTERE: UN RAPPORTO QUASI IMPOSSIBILE TRA RAGIONE E TRACOTANZA

L’analisi storica  definisce i rapporti di causa ed effetto di eventi accaduti in una specifica cornice temporale. Relaziona al tempo stesso gli eventi in questione ad accaduti simili contemporanei od antecedenti in modo da palesarne analogie e differenze. Studia il contesto politico, geopolitico, economico e sociale in cui tale eventi prendono forma in modo da delinearne un profilo ” a 360 gradi”. Questo al fine di approdare ad una piena comprensione del fatto storico tanto per quanto concerne le sue cause ( e le motivazioni) ,i suoi effetti e le sue conseguenze , quanto per l’impatto sulle dinamiche economiche, politiche e sociali contemporanee definendo, in qualche modo, la “portata storica” dello stesso ( ovvero la grandezza del suo impatto sugli assetti preesistenti). Ne consegue che un tale strumento dovrebbe essere imprescindibile non solo per gli storici propriamente detti ma anche per i politici, per i diplomatici e per gli esperti di relazioni internazionali e di geopolitica. Eppure, spesso in tali ambiti non ne vediamo neppure traccia. Quasi sempre tali ambienti non vogliono lasciarsi condizionare ( e tediare) da “vestigia temporali” la cui analisi risulta spesso scomoda ( e controproducente) per gli stessi apparati di potere. D’altronde quasi mai interesse e ragione trovano un equilibrio. L’azione umana, ed in particolar modo quella politica e geopolitica, e’ palesemente condizionata molto piu’ dall’interesse che dalla ragione. E quando quest’ultima si mette di traverso ed avverte di pericoli imminenti, o  si schernisce o ,nei casi peggiori, si bandisce. E’ per questo che l’analisi storica viene presa in considerazione solo quando pienamente funzionale ai “corsi politici e geopolitici” intrapresi. Quando questa condizione non si verifica essa rappresenta solo un problema da risolvere con lo scherno e con la censura. E’ un copione recitato abitualmente sul palcoscencico politico e geopolitico mondiale. Palesando un conflitto, spesso insanabile, tra la ragione ( di cui l’analisi storica e’ espressione) e la tracotanza del potere che non ascolta “argomentazioni avverse” e non ammette indecisioni sul corso intrapreso.

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