Geopolitica e cambiamento climatico. L’artico fra Usa e Russia

I cambiamenti climatici in atto nel mondo rappresentano un dramma di cui molti non hanno ancora capito appieno la gravita’. Intere zone del pianeta rischiano la desertificazione mentre molte zone costiere rischiano di essere sommerse dal mare. Citta’ come Amsterdam, New York, Venezia ecc. rischiano di essere letteralmente inghiottite dalle acque marine. Lo scioglimento dei ghiacci polari, infatti, provochera’ un innalzamento del livello degli oceani che mettera’ a rischio le riviere di mezzo mondo. L’estensione delle foreste pluviali potrebbe ridursi sensibilmente in conseguenza di alterazioni dei regimi pluviometrici. Le falde acquifere dei paesi subtropicali e a clima temperato potrebbero ridursi sensibilmente a causa delle minori precipitazioni e dello squilibrio termico gia’ palesatosi negli ultimi anni. Il suolo arido dei paesi aridi potrebbe divenire ancora piu’ sterile rendendo quasi impossibile ogni forma di coltura. Le correnti marine potrebbero subire importanti alterazioni. Quella del golfo, in particolare, potrebbe addirittura fermarsi generando degli effetti climatici che potrebbero rivoluzionare il clima dell’ Europa occidentale (oggi eccezionalmente caldo rispetto alla propria latitudine grazie proprio alle acque calde della corrente del golfo) facendolo divenire, paradossalmente, molto piu’ freddo di quanto non sia oggi (con conseguenze molto importanti per l’agricoltura del vecchio continente e per i livelli di approvvigionamento energetico che  dovrebbero essere maggiori di quanto non siano oggi) .Le conseguenze del fenomeno non sarebbero uguali in ogni zona del mondo ma serebbero specifiche ad ogni macroregione. Alcune di queste ne sarebbero addirittura avvantaggiate. Tanto da un punto di vista climatico quanto da uno prettamente geopolitico. Cerchiamo di capire il perche’.

GEOPOLITICA E CAMBIAMENTO CLIMATICO: CONSEGUENZE ECONOMICHE E GEOPOLITICHE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Cambiamento climatico non significa quindi solo sconvolgimento dell’ecosistema del nostro pianeta cosi come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi ma anche alterazione degli equilibri economici e  geopolitici cosi come si sono presentati da molti secoli sino sino ai giorni nostri. Cio’ e’ vero tanto per le zone aride che saranno ancora piu’ aride (al punto da diventare ai limiti dell’abitabilita’) ma anche di zone oggi rigogliose e floride da un punto di vista agricolo come l’Europa occidentale e la California. Cerchiamo di analizzare in che modo il cambiamento climatico possa impattare sulle realta’ economiche e geopolitiche del mondo.

GEOPOLITICA E CAMBIAMENTO CLIMATICO: EFFETTI IN EUROPA.

Il continente che avrebbe maggiori conseguenze ambientali ed economiche dal cambiamento climatico in atto e’ senz’altro l’Europa. Come gia’ accennato l’Europa gode di un clima eccezionalmente caldo, considerata la sua latitudine. Tale condizione e’ resa possibile dalla corrente del golfo che “trasporta” acqua  calda dalle acque del golfo del Messico sino alle acque del circolo polare artico norvegese. Ne consegue che le temperature del vecchio continente sono piu’ elevate di circa 10 gradi rispetto ad altre zone del pianeta situate alla stessa latitudine ( New York, ad esempio, ha una temperatura media di gennaio di 0 gradi centigradi rispetto ai 9 gradi centigradi di Napoli, situata alla stessa latitudine). In Europa quindi, paradossalmente, il surriscaldamento globale provocherebbe un deciso raffreddamento termico (non stiamo qui a precisare il perche’ scientifico di tale processo dovuto allo scioglimento delle acque dolci delle calotte polari e dei ghiacci della Groenlandia) con conseguenze nefaste per l’economia del vecchio continente. In special modo ne risentirebbe l’agricoltura europea che sarebbe devastata da un simile scenario con i limiti settentrionali di colture come quelle della vite e dell’ulivo che sarebbero spostati molti kilometri piu’ a sud con conseguente fortissimo ridimensionamento della produzione di tali prodotti e derivati (si pensi ai vini europei ed allo Champagne). Oltretutto il cambiamento climatico porterebbe ad un aumento delle importazioni di idrocarburi per il riscaldamento dei suoi oltre 500.000.000 di abitanti con un aggravio in termini di spesa veramente rilevante (e cio’,determinando un aumento della domanda mondiale di idrocarburi, farebbe si che i prezzi di gas e petrolio salgano e non poco). Buona parte dell’Olanda sarebbe sommersa dal mare del nord e paesi come l’Inghilterra e la Francia ( le nazioni che in Europa beneficiano piu’ di tutti degli effetti mitigatori della corrente del golfo) diventerebbero in buona parte sterili da un punto di vista agricolo. Il mare del nord gelerebbe d’inverno creando enormi problemi alla navigazione commerciale. Di contro, la parte orientale del vecchio continente (poco o per niente influenzato dalla corrente del golfo) vedrebbe mitigato il rigido clima che la caratterizza con conseguenze benevole per la produzione agricola di queste terre (gia’ molto produttive grazie alla fertilita’ del loro suolo).

GEOPOLITICA E CAMBIAMENTO CLIMATICO: CONSEGUENZE NEL RESTO DEL MONDO:

Non meno drammatiche sarebbero le conseguenze del cambiamento climatico nel resto del mondo. L’Africa e’ senz’altro il continente piu’ esposto a ricadute drammatiche conseguenti al surriscaldamento globale. Essa infatti rischia l’ulteriore desertificazione di vaste parte del continente con aggravamento della scarsita’ d’acqua in special modo nelle zone aride e semiaride in prossimita’ dei deserti e delle savane (che saranno piu’ estesi di quanto non sono oggi ) con evidenti conseguenze alimentari per la popolazione. Considerando il tasso di crescita della popolazione del continente nero ci si puo’ ben rendere conto del dramma alimentare che le popolazioni africane potranno presto vivere. La dipendenza dalle importazioni di derrate alimentari dall’estero aumentera’ probabilmente in modo vertiginoso ed il continente nero sara’ alla completa’ merce’ dei grandi produttori agricoli (Russia, Ucraina, Canada) per il proprio fabbisogno. Il destino geopolitico dell’Africa sara’ quindi probabilmente determinato da quanto essa sara’ dipendente dalle importazioni dall’estero in virtu’ dell’ inaridimento del proprio suolo. Ricadute importanti si avranno anche sul continente americano anche se in modo non omogeneo. Particolarmente difficile appare gia’ oggi la situazione climatica in tutto il sudovest degli USA ove si e’ assistito negli ultimi anni ad un drammatico ridimensionamento dei regimi pluviometrici che ha fortemente ridimensionato la disponibilita’ idrica dell’area e messo in crisi la produzione agricoltura californiana (tra le piu’ floride degli states). Tutto cio’ avra’ delle ricadute importanti sulla produzione agricola degli USA (ad oggi la maggiore “potenza agricola” del mondo insieme alla Russia) e potrebbe portare ad un forte ridimensionamento della produzione agricola statunitense. Di contro il Canada potrebbe ereditare il ruolo di attore protagonista sul mercato agricolo mondiale perso dagli USA  dal momento che il riscaldamento globale renderebbe il suo immenso territorio meno sterile con conseguente incremento della sua produzione agricola (Il Canada e la Russia saranno i maggiori beneficiari del surriscaldamento globale dal momento che i loro immensi territori boreali, ora in gran parte sterili per via del clima, diverranno piu’ fertili e disponibili ad una moltitudine di colture prima non possibili). Le conseguenze del riscaldamento globale potrebbero essere veramente drammatiche anche in Asia ed in special modo nell’Asia meridionale. L’India, in particolare, sta gia’ da diversi anni sperimentando un’alterazione delle precipitazioni monsoniche che ha ridotto i livelli delle piogge al punto da generare dei veri e propri allarmi siccita’ ed una drastica contrazione della produzione di riso e cereali. La situazione in questa parte di mondo potrebbe veramente assumere caratteri drammatici considerando che nella regione indiana (corrispondente grossomodo alla vecchia India britannica ovvero all’odierna India ed a Pakistan, Bangladesh e Birmania) abitano circa 1,8 miliardi di persone e l’incremento demografico di quest’area e’ uno dei maggiori al mondo. L’alterazione del regime pluviale dei monsoni potrebbe rendere questa macroregione fortemente dipendente dalle importazioni dall’estero e considerando che e’ in quest’area che si concentra ( e si concentrera’ nel prossimo futuro) gran parte della crescita economica globale e’ da immaginare che il grosso dell’export di materie prime ,agricole e non ,sara’ presto rivolta verso questa parte di mondo.

GEOPOLITICA E CAMBIAMENTO CLIMATICO:CONSEGUENZE NELL’ARTICO:

Uno degli effetti del cambiamento climatico globale, come gia detto, sara’ lo scioglimento dei ghiacci polari. Cio’ permettera’ lo sfruttamento di risorse prima impossibili da sfruttare. Tutti gli attori geopolitici della regione artica (Russia, Canada, USA, Norvegia e Danimarca) si tanno gia’ muovendo in questa direzione e stanno promuovendo attivamente l’esplorazione delle proprie acque territoriali alla ricerca di materie prime. Negli ultimi anni e’ stata accertata la presenza di enormi giacimenti di idrocarburi soprattutto nell’artico russo al confine con le acque territoriali norvegesi. Importanti giacimenti sono stati scoperti anche al largo delle coste artiche canadesi e della Groenlandia (che ,ricordiamolo, appartiene al regno di Danimarca). Su quest’ultima sono stati scoperti anche importanti giacimenti di terre rare il cui sfruttamento pero’, vista la natura glaciale del suo territorio, appare ancora molto problematico. La Russia ( il paese che ha la maggiore porzione di acque artiche in base all’estensione delle proprie coste) ha gia’ da un decennio rafforzato la propria presenza militare nell’area costellando di basi militari i vari arcipelaghi dell’artico russo. Mosca e’ attivamente impegnata nel rafforzare le proprie prerogative nell’oceano artico e lo ha dimostrato senza mezzi termini. Gli USA, di contro, hanno attivato una politica di contrasto alle pretese russe favorendo la militarizzazione dell’Alaska e dell’artico canadese. L’artico si configura come nuova frontiera dello scontro globale tra il blocco eurasiatico e quello anglosassone ed e’ facile immaginare come anche questo scontro sara’ senza esclusione di colpi. D’altronde il mare artico libero dai ghiacci per una buona parte dell’anno renderebbe anche possibile l’apertura di una rotta commerciale di particolare importanza. Si tratta del cosiddetto passaggio a nord est (northern sea route) ovvero di quel tratto di mare che va ,grossomodo, dalla penisola di kara fino allo stretto di Bering e che, fino ad un decennio fa, era praticabile solo per al massimo due mesi all’anno. A tale rotta e’ interessata in modo particolare la Cina che vorrebbe farne una sorta di terza via per il suo piu’ grande ed imponente progetto di espansione commerciale: La belt and road initiative o nuova via della seta. La rotta artica in effetti sarebbe piu’ breve (e’ stato calcolato che dal porto di Shangai si raggiungerebbero i porti dell’Europa settentrionale con una settimana di tempo in meno rispetto alla rotta marittima passante per l’oceano indiano) e quindi anche piu’ economica rispetto alle due rotte gia’ stabilite (quella marittima sopra citata e quella terrestre che attraversa l’Asia e passa per Russia ed Ucraina).

GEOPOLITICA E CAMBIAMENTO CLIMATICO: CONCLUSIONI

Il cambiamento climatico in atto cambiera’ l’ecosistema, la geoeconomia e la geopolitica del mondo. Tali mutamenti non saranno omogenei e non avverranno allo stesso modo in ogni parte del mondo. Molte aree del mondo ne saranno traumatizzate. Molte altre affamate.  Alcune macroregioni  ne saranno addirittura avvantaggiate traendo un vantaggio competitivo tale da renderle degli attori geopolitici di primo piano sulla scena mondiale. Molte subiranno un forte riscaldamento, altre un raffreddamento tale da pregiudicare la propria produzione agricola cosi come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Una cosa e’ certa. Il mondo non sara’ piu’ lo stesso. Il cambiamento climatico sara’ ,probabilmente, il fattore che contribuira’ ,insieme alla dinamica propriamente geopolitica e geostrategica del mondo, ai piu’ grandi mutamenti nell’equilibrio di potere oggi esistente.

 

 

 

 

 

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