La sfida all’occidente nel Mar Rosso: I tristi scenari economici e geopolitici di fronte ai nostri occhi

LA SFIDA ALL’OCCIDENTE NEL MAR ROSSO: LA MINACCIA AL COMMERCIO OCCIDENTALE

La situazione bellica e commerciale che sta maturando nel mar rosso rappresenta una seria minaccia per il benessere e lo sviluppo di tutto l’occidente. Essa e’ quindi in grado di avere ripercussioni molto serie sul benessere delle popolazioni dei paesi occidentali dal momento che e’ in grado di far aumentare la drammatica dinamica inflattiva attuale (conseguente tanto alle vicende belliche maturate dopo il 24 febbraio 2022 quanto alla continua stampa di moneta da parte delle banche centrali occidentali). Ed e’ altresi’ veramente molto importante perche’ rappresenta un tassello fondamentale  nel confronto economico e militare che contrappone l’occidente a guida anglosassone ed il blocco sinorusso. Sarebbe infatti del tutto fuorviante analizzare la crisi e la guerra nel Mar Rosso come uno sviluppo geopolitico separato dal contesto di guerra mondiale in corso come e’ venuto maturando dopo il 24 febbraio 2022 (giorno di inizio delle operazioni militari russe in territorio ucraino). E sarebbe pure sbagliato credere che tali sviluppi minaccino il commercio mondiale nel suo complesso perche’ minacciano essenzialmente solo il commercio occidentale. Le azioni ostili dei ribelli yemeniti sono dirette specificamente contro le navi mercantili occidentali ( e contro le navi militari dispiegate dagli USA e dai paesi europei loro alleati) e non contro le flotte mercantili di altre nazioni. Il che gia’ lascia intendere la natura dello scontro in atto in questo specifico scacchiere geopolitico e chi c’e’ dietro alle mosse delle forze ribelli yemenite. Ma cerchiamo di capire che cosa intendiamo con queste affermazioni.

LA SFIDA ALL’OCCIDENTE NEL MAR ROSSO: CHI C’E’ DIETRO I RIBELLI YEMENITI

La crisi nel Mar Rosso e’ una risposta asimmetrica alla guerra economica che l’occidente ha lanciato contro la Russia in un ottica geopolitica e geoeconomica, finalizzata al crollo dell’economia e delle capacita’ belliche di Mosca. Tale visone geopolitica e geostrategica domina le azioni dell’establishment anglosassone da circa due lustri ( dal primo crollo del prezzo del petrolio nel 2015 che riproponeva lo stesso copione degli anni ’80 quando gli USA orchestrarono l’aumento dell’output per svenare le finanze russe e portare l’URSS alla bancarotta) ed e’ stata rinvigorita dopo l’invasione russa dell’Ucraina da parte di Mosca. Che ora risponde con una guerra asimmetrica dalle conseguenze potenzialmente devastanti per l’economia, il benessere ed il dominio dei mari dell’occidente. Le conseguenze delle incursioni degli Houti contro le navi occidentali riguardano infatti non solo la crescita dell’inflazione dei paesi occidentali (in conseguenza dei maggiori costi di trasporto delle merci in arrivo dovuti alla modifica della rotta commerciale ed ai maggiori costi di assicurazioni del naviglio) ma anche una sfida alla potenza navale dell’occidente. Che deve ora dimostrare di saper domare con la forza le forze nemiche. Questo potrebbe pero’ risultare molto difficile se i russi ed i cinesi (come sembrano aver fatto in base a quanto apprendiamo da fonti informali) avessero dotato i ribelli yemeniti di strumenti militari ad alta tecnologia in grado di distruggere o danneggiare la flotta militare dei paesi occidentali. Ci riferiamo in particolar modo ai missili antinave russi di ultima generazione ed ai droni sottomarini ( come quelli che stanno minacciando la flotta russa nel mar nero). Cosa che prospetterebbe uno scenario da incubo per tutto l’occidente e che rappresenterebbe  una sfida esistenziale per la talassocrazia anglosassone. 

LA SFIDA ALL’OCCIDENTE NEL MAR ROSSO: LE AZIONI DEGLI HOUTI E LA MINACCIA MORTALE PER LE BANCHE CENTRALI OCCIDENTALI

Le conseguenze economiche della sfida degli Houti nel mar rosso non si limitano solo all’aumento dei prezzi al consumo ma anche all’azione delle banche centrali occidentali che sarebbero impossbilitate o limitate nel rendere il costo del denaro meno esoso (abbassando il costo dello stesso e quindi i tassi di interesse su prestiti e mutui). Cio’ comporterebbe dei problemi per l’economia occidentale dal momento che tale situazione limiterebbe l’attivita’ economica all’interno dell’economia degli USA e della UE. In verita’ il problema dell’inflazione ha la sua causa principale nell’azione stessa delle banche centrali. E nella stampa incontrollata di denaro da esse prodotta negli ultimi venti anni. Il contesto geopolitico mondiale sta solo aggravando una situazione economica drammatica dell’occidente ormai totalmente dipendente dalla droga monetaria prodotta dalla FED e dalla BCE. Tutto cio’ ci fa comprendere come la sfida economica e geopolitica di Mosca e Pechino nel mar rosso, attuata per mano dei ribelli yemeniti, trascenda i confini geografici del medio oriente e sia rivolta direttamente contro gli interessi economici e geopolitici dell’occidente. E come essa sia una risposta alla volonta’ di Washington e Londra di distruggere Mosca economicamente e geopoliticamente. Questo anche in virtu’ dei costi  della missione navale intrapresa dalle flotte occidentali  al largo delle coste yemenite. E non osiamo pensare cosa potrebbe accadere qualora gli Houti risultassero in grado di affondare navi militari europee o statunitensi.

LA SFIDA ALL’OCCIDENTE NEL MAR ROSSO: CONCLUSIONI

Gli scenari bellici che stanno maturando nel Mar Rosso ci avvertono che il conflitto tra occidente ed oriente sta progressivamente degenerando in una guerra totale senza esclusione di colpi (cosa che non ci stupisce affatto vista la posta in gioco). L’attacco al commercio occidentale nel Mar Rosso, lungo la rotta commerciale piu’ importante del mondo, va visto come una risposta asimmetrica alle sanzione economiche sempre piu’ eccezionali e pressanti nei confronti della Russia. E’ la risposta di Mosca e Pechino al tentativo di annichilire la grande ribellione di Putin all’ordine mondiale occidentale che ha preso forma con l’invasione russa dell’Ucraina. Probabilmente non sara’ la sola. E nemmeno l’ultima visti i chiari di luna che stanno maturando sullo scenario geopolitico globale. Vedremo come tutto cio’ impattera’ sulla tenuta dei vari fronti interni dei paesi occidentali. Dal momento che a pagare le conseguenze delle circostanze belliche che si stanno concretizzando saranno i poveri cittadini e non certo i membri dell’establishment.

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