Il dramma dell’occidente e la sua sindrome di Narciso

Gli sviluppi della dinamica geopolitica mondiale di questi ultimi mesi ci lasciano costernati e disincantati. Questo perche’ e’ ovvio che la geopolitica mondiale ha preso un percorso chiaro e definito e, sinceramente, speravamo che un tale scenario non si materializzasse. Ed invece, come per altro da noi previsto, e’ oramai chiaro che si procede a grandi passi verso un conflitto mondiale lungo e drammatico. E dalle conseguenze devastanti per l’intera umanita’. Ma sara’ soprattutto l’occidente, a nostro avviso, a pagarne le conseguenze. Dal momento che sara’ costretto a cedere il proprio potere e a riconsiderare quelle che considera “le proprie prerogative” sull’intero pianeta. Sulla natura quasi messianica del ruolo che l’occidente pretende di avere nel mondo abbiamo gia’ scritto in abbondanza (IL TRAMONTO DELL’OCCIDENTE, LA CRISI DELL’OCCIDENTE (geopolitika.it)) e sarebbe superfluo aggiungere altro. Anche sugli errori (o ,almeno, su quelli che  noi riteniamo tali) geopolitici e geostrategici degli USA e dell’Europa riteniamo di aver scritto a sufficienza e crediamo di aver delineato molto bene il motivo per il quale l’occidente ( sempre a nostro avviso, ovviamente) si sia infilato in un vicolo cieco da cui difficilmente potra’ uscire se non in malo modo(ANALISI GUERRA IN UCRAINA, (geopolitika.it)). Per tale nostre analisi siamo stati bannati dai principali motori di ricerca mondiali (per i quali praticamente non esistiamo quasi piu’). Non che questo ci rammarichi piu’ di tanto. Ma la dice lunga sullo deriva autocratica che va sviluppandosi nell’ovest del mondo in barba a quanto si decanta sui modelli autoritari di grandi stati dello spazio euroasiatico. Siamo non solo allo sfacelo geopolitico ma anche al piu’ totale sfacelo democratico. Questo e’ un dato di fatto e lo abbiamo appurato “sulla nostra pelle”. 

LA SINDROME DI NARCISO DELL’OCCIDENTE.

Il fatto e’ che l’occidente sembra vivere all’ombra di una vera e propria sindrome di Narciso. I discorsi dei politici occidentali rivelano, oggi piu’ che mai, una superbia ed una tracotanza senza precedenti. E, oltretutto, non supportata da nessun vantaggio competitivo che possa giustificare tali atteggiamenti. Perche’, e’ cosa nota, oggi l’occidente non possiede  una reale superiorita’ rispetto al resto del mondo. Questo vale per il campo militare dove la Russia le e’ davanti a livello tecnologico e qualitativo (e riteniamo che a breve lo sara’ anche a livello quantitativo visto che dall’anno scorso Mosca ha dato impulso al proprio apparato industriale militare in conseguenza del conflitto in Ucraina)  e per il campo economico dove non sembra piu’ reggere il confronto con la Cina. Anche il sistema finanziario occidentale oggi e’ in declino. Il dollaro USA sta perdendo quote di commercio mondiale ed il sud del mondo mostra sempre piu’ insofferenza per l’imposizione della moneta USA come moneta di riferimento per il commercio delle materie prime. Se la tendenza continuera’ in futuro ( ed abbiamo ragione di credere che sara’ cosi) ci saranno problemi di non poco conto per il debito USA e per il suo rifinanziamento. Allo stesso tempo l’immensa massa monetaria creata dalle banche centrali occidentali ha dato vita ad una dinamica inflattiva i cui effetti sono drammatici gia’ adesso e lo saranno, con ogni probabilita’, ancor piu’ negli anni a venire. Oltre a cio’ l’economia occidentale non cresce piu’ da anni (al di la di dati ufficiali che poco hanno a che fare con la realta’) a causa di una saturazione del mercato che da poche chance ad una ripresa economica che esiste solo nella fantasia delle istituzioni economiche USA ed europee. Le quali manipolano ed alterano dati economici di ogni tipo. Alla luce di tutto cio’ e’ da chiedersi che cosa faccia credere all’occidente di essere, letteralmente, il “centro del mondo”. Forse gli ultimi 500 anni di storia che lo hanno visto dominare il palcoscenico geopolitico mondiale. Dominio che ha prodotto immani tragedie. Citiamo,al riguardo, la tratta degli schiavi e l’economia schiavista nel nuovo mondo, la distruzione delle civilta’ precolombiane, lo sfruttamento intensivo delle risorse coloniali e la monocoltura le cui conseguenze sono ancor oggi visibili in Africa ove ha portato alla sterilizzazione di vaste aree del continente nero. La storia degli ultimi 500 anni rivela solo la natura predatoria della geopolitica e dell’economia occidentale e non crediamo, sinceramente, che questo possa essere un motivo di vanto per l’Europa e per gli Stati Uniti d’America. Ed allora la domanda si ripresenta spontanea. Cosa fa credere al mondo occidentale di essere cosi superiore al resto del mondo ? Noi non troviamo una risposta razionale a tale quesito. La sindrome di Narciso dell’occidente e’ forse un morbo insito nella natura antropologica dell'”Homo occidentalis”. Che si crede cio’ che non e’. E che si vede sempre bello e vede gli altri sempre brutti. D’altronde le affermazioni della leadership politica europea hanno ben chiarito questo aspetto.” Noi un giardino, il resto del mondo la giungla” e’ stato detto. E’ con tali affermazioni che l'”homo occidentalis” rivela la sua vera natura ( e quella del suo pensiero). Il vero problema e’ che le chiacchiere adesso stanno a zero. La parola e’ passata alle armi e non e’ scontato che vinceremo. D’altronde, Roma docet. I romani erano culturalmente superiori ( e di molto ) a tutti i popoli germanici che invasero l’impero nel corso del V secolo d.c.. Eppure ebbero la peggio. Vennero sconfitti e furono sopraffatti. Ma a che serve “rispolverare” vicende storiche che possano indurci a profonde riflessioni. Noi siam belli come Narciso e nessuno puo’ reggere il confronto con cotanta bellezza. La storia vale per il passato. La bellezza di Narciso e’ metastorica, immortale. Questo sembra essere l’approccio della diplomazia occidentale “Noi siamo noi e voi non siete nulla”. “Noi il giardino e voi la giungla” anche se, si e’ ammesso, “c’e’ il rischio che la giungla possa invadere il giardino”. E si e’ palesato in questa ipotesi il dubbio che inizia ad albergare nella mente dell'”Homo occidentalis”. Dubbio che nasce dalla dinamica bellica appena sperimentata nonche’ dal responso della storia relativamente a tale impresa (RUSSIA E GEOPOLITICA MONDIALE (geopolitika.it)). 

CONCLUSIONI.

Ci rammarica dover fare dell’ironia su una dinamica geopolitica mondiale come quella odierna. La situazione e’ realmente drammatica per l’occidente e, a nostro avviso, senza via d’uscita. Tanto piu’ che la “iubris” dell’establishment occidentale sembra aver raggiunto oggi livelli mai visti. Ma probabilmente non e’ proprio “iubris” cio’ che sta muovendo l’occidente. Forse e’ la paura che sta provocando un simile delirio. Il delirio di Narciso. La sua paura che possa esservi qualcuno piu’ bello di lui. Ed anche , piu’ forte e potente. La paura e’ cio’ che lo ha spinto in una vera e propria trappola di Tucidide che, a nostro avviso, gli risultera’ fatale. Non perche’ questo e’ cio’ che vogliamo noi (in verita’ non lo vogliamo affatto). Ma perche’, numeri alla mano, l’occidente non puo’ vincere la battaglia appena intrapresa. Lo dicono i numeri. Lo dice la storia ( per la quale il dominio di ogni civilta’ e’ ,ad un certo punto, sempre finito). Che piaccia o no ai nostri politici noi riteniamo che la fase storica del dominio occidentale sul mondo stia volgendo al termine. E non ci sara’ modo di invertire il corso della storia. Come invece sembra credere la leadership politica occidentale.

 

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